
Un contributo welfare di circa 250 euro all'anno, buoni pasto anche per chi lavora in smart working e maggiore flessibilità negli orari di ingresso. Sono alcune delle principali novità del nuovo contratto collettivo integrativo di Roma Capitale, firmato venerdì 6 novembre 2026 dal sindaco Roberto Gualtieri e dalle organizzazioni sindacali.
L'accordo, collegato al contratto collettivo nazionale del comparto Funzioni locali 2022-2024, prevede anche un incremento delle risorse destinate al salario accessorio, che passano da 205 a oltre 210 milioni di euro, e nuove disposizioni sulle indennità e sulle progressioni economiche dei dipendenti.
Tra le novità più rilevanti figura il rafforzamento del fondo per il salario accessorio, aumentato di oltre 5 milioni di euro rispetto al precedente contratto.
Il Campidoglio ha inoltre destinato 5,75 milioni di euro al welfare aziendale, prevedendo un beneficio di circa 250 euro annui per ciascun dipendente.
Le somme saranno riconosciute attraverso rimborsi per determinate spese, tra cui abbonamenti al trasporto pubblico, previdenza, istruzione dei figli e formazione.
Secondo quanto spiegato dall'amministrazione comunale, questa modalità consentirà di evitare le trattenute fiscali e previdenziali che sarebbero state applicate nel caso di un'erogazione diretta in busta paga, nei limiti del regime previsto per i benefici di welfare.
Il contratto introduce il riconoscimento dei buoni pasto ai dipendenti in lavoro agile, a condizione che nella giornata interessata avrebbero maturato il diritto al beneficio anche lavorando in presenza.
Il requisito indicato dal Comune è un orario di 7 ore e 42 minuti, comprensivo di mezz'ora di pausa.
La disciplina viene estesa anche a insegnanti ed educatrici, con adattamenti legati all'organizzazione del servizio scolastico.
Per queste categorie sarà possibile, in determinate condizioni, spostare la pausa pranzo alla fine della giornata lavorativa, maturando così il diritto al buono pasto anche al termine del turno.
Un'altra modifica riguarda la possibilità di organizzare l'ingresso al lavoro attraverso tre fasce orarie di riferimento: 8, 9 e 10.
Gli orari saranno individuati dai responsabili dei servizi sulla base delle esigenze organizzative degli uffici.
Per ciascuna fascia sarà prevista una flessibilità di un'ora prima e un'ora dopo l'orario stabilito, superando l'attuale tolleranza ordinaria di mezz'ora.
Resterà comunque obbligatorio rispettare il monte ore giornaliero: l'orario di uscita varierà quindi in funzione dell'effettivo ingresso.
L'accordo introduce anche il principio dell'annualità delle progressioni economiche orizzontali, che potranno essere effettuate ogni anno compatibilmente con le disponibilità finanziarie dell'amministrazione.
Sono previste inoltre modifiche alle indennità riconosciute per alcune mansioni.
Per il personale impegnato nei servizi sociali, come i dipendenti nominati dal tribunale tutori di minori o amministratori di sostegno, l'indennità legata alle condizioni di lavoro sarà portata al livello massimo consentito dal contratto nazionale.
Nel settore scolastico viene introdotta una specifica indennità per i coordinatori pedagogici dei nidi e delle scuole dell'infanzia.
Infine, sarà ripristinato il valore pro capite della previdenza complementare destinata alla Polizia Locale, adeguandolo a quanto già previsto nel 2017.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito la firma del nuovo integrativo «un passaggio importante e positivo».
«È un accordo che valorizza la professionalità dei dipendenti capitolini e viene incontro alle loro necessità, con l'obiettivo di migliorarne condizioni di lavoro e di vita», ha dichiarato.
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato le organizzazioni sindacali per il lavoro svolto durante la trattativa.
Il nuovo contratto conferma l'impianto generale del precedente accordo, introducendo misure che riguardano sia il trattamento economico accessorio sia l'organizzazione del lavoro negli uffici e nei servizi di Roma Capitale.
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