Roma, 6 novembre 2026
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Sanità, al Congresso SIFO il futuro del Servizio sanitario nazionale: «Non basta aumentare le risorse, bisogna spenderle meglio»

Alla Nuvola di Roma il confronto sulla sostenibilità del sistema sanitario, tra disuguaglianze territoriali, innovazione e nuovi modelli di gestione. Trama: «Il farmacista deve diventare protagonista della programmazione»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Sanità, al Congresso SIFO il futuro del Servizio sanitario nazionale: «Non basta aumentare le risorse, bisogna spenderle meglio»

Non basta aumentare le risorse destinate alla sanità: occorre ripensare il modo in cui vengono utilizzate, superare le disuguaglianze tra le Regioni e valutare i risultati delle cure per i cittadini. È il tema al centro della sessione Nuovi assetti in Sanità: dal governo della spesa alla regia del valore, organizzata nell'ambito del 47° Congresso nazionale SIFO, in corso dal 5 all'8 novembre 2026 alla Nuvola di Roma.

Il confronto, dedicato al futuro del Servizio sanitario nazionale (SSN), ha riunito esperti e rappresentanti delle istituzioni per discutere nuovi modelli di programmazione sanitaria, con particolare attenzione al ruolo dei farmacisti, all'innovazione tecnologica e all'efficienza della spesa pubblica.

Trama: «Il controllo della spesa non basta a misurare l'efficienza della sanità»

Secondo Ugo Trama, vicepresidente SIFO e direttore generale della Tutela della Salute e del Coordinamento del Sistema sanitario regionale della Campania, la sostenibilità del SSN richiede un cambiamento nei modelli di gestione.

«Il controllo della spesa resta un elemento imprescindibile, ma non può più rappresentare da solo la misura dell'efficienza del sistema», ha spiegato Trama.

Per valutare l'efficacia degli investimenti sanitari, secondo il vicepresidente SIFO, è necessario considerare anche i bisogni della popolazione, l'appropriatezza delle cure, l'equità nell'accesso ai servizi e i risultati ottenuti in termini di salute.

L'obiettivo è passare dalla semplice amministrazione delle risorse a una programmazione capace di anticipare i bisogni assistenziali, individuare i pazienti che possono beneficiare dei trattamenti e monitorare nel tempo gli effetti delle decisioni.

Il nuovo ruolo del farmacista nella programmazione sanitaria

In questo processo, secondo Trama, i farmacisti del Servizio sanitario nazionale possono assumere un ruolo sempre più importante.

La conoscenza dei consumi farmaceutici, l'analisi delle prescrizioni e il monitoraggio dell'appropriatezza delle terapie consentono infatti a questi professionisti di contribuire alle scelte cliniche, organizzative ed economiche.

«Il farmacista deve evolvere sempre più da osservatore della spesa a professionista della programmazione, capace di trasformare i dati in informazioni e le informazioni in decisioni», ha sottolineato Trama.

Un contributo potrà arrivare anche dall'Health Technology Assessment (HTA), la valutazione delle tecnologie sanitarie, e dall'impiego dell'intelligenza artificiale per analizzare i dati, prevedere i bisogni e orientare le risorse verso gli interventi più appropriati.

Cicchetti: «Il SSN attraversa una crisi di adattamento»

Sul tema della sostenibilità economica è intervenuto Americo Cicchetti, amministratore delegato di Gemelli Digital Medicine & Health (GDMH), secondo cui le difficoltà del sistema sanitario non possono essere ricondotte esclusivamente alla disponibilità di risorse finanziarie.

«Il sistema sanitario non è necessariamente a corto di risorse, ma sta attraversando una profonda crisi di adattamento rispetto a quello che oggi i cittadini richiedono», ha affermato.

Per Cicchetti è necessario intervenire sulle differenze territoriali nell'accesso ai servizi e nella qualità dell'assistenza, modificando i sistemi di programmazione, organizzazione e finanziamento.

«La questione non è quindi solo aumentare le risorse ma spenderle meglio, rendendo tutto il sistema più efficace, efficiente ed appropriato», ha aggiunto.

Tra le priorità indicate anche il rilancio del processo di convergenza tra le Regioni, per ridurre le disuguaglianze e rafforzare il carattere nazionale del servizio sanitario.

PNRR, digitalizzazione e nuove competenze per la sanità

Un altro tema centrale è quello degli investimenti del PNRR, soprattutto per l'assistenza territoriale e la digitalizzazione della sanità.

Secondo Cicchetti, la realizzazione delle infrastrutture tecnologiche deve essere accompagnata da una trasformazione delle organizzazioni sanitarie e da un aggiornamento delle competenze professionali.

L'innovazione, inoltre, dovrebbe essere valutata in relazione ai benefici effettivi che produce per il sistema e per i pazienti.

«Farmaci, dispositivi medici, vaccini e soluzioni digitali devono essere valutati e remunerati in relazione al valore che contribuiscono a dare nei processi del SSN», ha spiegato Cicchetti.

Dal confronto al Congresso SIFO emerge dunque la proposta di un modello sanitario in cui sostenibilità economica, qualità dell'assistenza e innovazione siano affrontate attraverso una programmazione integrata, capace di misurare non soltanto quanto viene speso, ma anche quali risultati vengono raggiunti.

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